Siliconi nella crema viso: quando funzionano e quando evitarli
I siliconi migliorano immediatamente texture e stesura delle creme viso: non risultano generalmente pericolosi alle concentrazioni d’uso comuni, ma alcune molecole come D4, D5 e D6 sono soggette a restrizioni ambientali specifiche. Prima di scegliere, vale la pena controllare l’INCI e capire se si cerca un effetto estetico immediato o un’azione funzionale più profonda, come quella offerta dagli attivi penetranti.
In breve:
- I siliconi volatili, come il Cyclopentasiloxane, evaporano in poche ore; il dimethicone resta in superficie formando un film traspirante, senza bloccare gli scambi gassosi.
- Il comitato scientifico europeo considera sicuro il D5 alle concentrazioni cosmetiche esaminate, tranne in alcuni prodotti aerosol; raccomanda inoltre di controllare le impurità di D4.
- Dal 6 giugno 2026, in molte categorie i prodotti con almeno lo 0,1% di D4, D5 o D6 saranno vietati; le creme viso avranno una deroga fino al 6 giugno 2027.
- Nell’INCI, gli ingredienti vicini all’inizio indicano concentrazioni maggiori, ma la percentuale esatta non è dichiarata; il prefisso cyclo segnala spesso un silicone volatile.
Indice
- Cosa sono i siliconi e come si comportano in una crema viso
- Perché i formulisti usano i siliconi: benefici sensoriali e cosmetici
- Rischi per pelle e ambiente: cosa dice la normativa europea REACH 2024/1328
- Come riconoscerli nell’INCI: nomi da cercare e cosa indicano
- Quali siliconi evitare e come scegliere in base a pelle e valori personali
- Alternative ai siliconi: ingredienti e cosa aspettarsi dalla texture
- Perché scegliamo attivi naturali al posto dei siliconi
- Raccomandazione pratica: checklist prima di scegliere la crema viso
- Le nostre creme e sieri senza siliconi aggiunti
- Domande frequenti
- Fonti
Cosa sono i siliconi e come si comportano in una crema viso
I siliconi sono polimeri a base di silicio usati in cosmetica per le loro proprietà sensoriali. Le molecole più comuni sono il dimethicone e il ciclopentasilossano, presenti in moltissime formulazioni, dalle creme giorno ai primer per il trucco.
Esiste una distinzione importante che pochi consumatori conoscono:
- I siliconi volatili, come il ciclopentasilossano, evaporano dalla pelle in poche ore lasciando solo un effetto di scorrevolezza momentaneo.
- I siliconi non volatili, come il dimethicone, restano sulla superficie cutanea formando un film sottile e traspirante.
- Nessuno dei due tipi crea un’occlusione vera e propria: lo scambio gassoso della pelle non viene bloccato, anche se la sensazione tattile può suggerire il contrario.
Il comportamento pratico di questi ingredienti dipende quindi dal peso molecolare e dalla volatilità, non da un generico effetto “barriera”. Capire questa differenza aiuta a leggere le etichette con più lucidità, senza cadere né nell’allarmismo né nell’eccessiva fiducia verso ogni formula che li contiene.
Perché i formulisti usano i siliconi: benefici sensoriali e cosmetici
I siliconi restano tra gli ingredienti più diffusi nelle creme viso per un motivo semplice: funzionano bene al tatto e alla vista. Una crema con siliconi si stende con facilità, non lascia residui grassi e dona un effetto levigante immediato sulla pelle.
- Migliorano la stesura del prodotto e la sensazione di morbidezza al primo contatto.
- Favoriscono la tenuta del trucco applicato sopra, riducendo la sensazione di untuosità durante la giornata.
- Sono ingredienti stabili, compatibili con un’ampia varietà di altri componenti della formula, il che li rende versatili per i chimici cosmetici.
Questi vantaggi spiegano perché tante creme da banco e primer li contengano, ma riguardano soprattutto l’esperienza d’uso, non necessariamente l’azione sui processi cutanei più profondi.
Un consiglio: se cerchi solo un effetto scorrevole per il make-up, un siero con attivi funzionali applicato sotto la crema può darti risultati più completi nel tempo.
Rischi per pelle e ambiente: cosa dice la normativa europea REACH 2024/1328
La sicurezza dei siliconi va valutata su due piani distinti: quello dermatologico e quello ambientale, perché le conclusioni non coincidono. Sul fronte cutaneo, lo Scientific Committee on Consumer Safety ha valutato il D5 come sicuro alle concentrazioni d’uso riportate per la maggior parte dei cosmetici, con l’eccezione di alcune applicazioni in forma di spray aerosol, dove il rischio inalatorio cambia la valutazione. Il comitato segnala anche la necessità di controllare le impurità di D4 presenti nel D5 durante la produzione.
Il quadro ambientale è più restrittivo. La Commission Regulation (EU) 2024/1328 introduce limiti di concentrazione per D4, D5 e D6 legati alla loro persistenza negli ecosistemi acquatici e al potenziale di bioaccumulo.
Dal 6 giugno 2026 la normativa europea vieterà l’immissione sul mercato di prodotti con concentrazioni di D4, D5 o D6 pari o superiori allo 0,1% in molte condizioni d’uso, con una deroga fino al 6 giugno 2027 per alcune categorie di prodotti leave-on come le creme viso. Questo significa che le formule attualmente in commercio potrebbero cambiare composizione nei prossimi mesi, soprattutto quelle che restano sulla pelle per ore.
È utile distinguere i due piani di rischio: la sicurezza dermica riguarda cosa succede alla pelle durante l’uso quotidiano, mentre la restrizione REACH nasce da preoccupazioni sull’impatto ambientale a lungo termine, non da un pericolo diretto per chi applica la crema. Per il consumatore la conseguenza pratica è che molte aziende cosmetiche stanno già riformulando le proprie linee in anticipo sulla scadenza normativa.
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Come riconoscerli nell’INCI: nomi da cercare e cosa indicano
Leggere l’etichetta INCI resta il modo più diretto per sapere se una crema contiene siliconi e di che tipo. I nomi non sono sempre intuitivi, ma seguono alcune regole ricorrenti.
- Dimethicone: il silicone non volatile più comune, crea un film sottile e uniforme.
- Cyclopentasiloxane: silicone volatile, evapora in poche ore e dona la sensazione di scorrevolezza iniziale.
- Cyclotetrasiloxane: altro silicone ciclico volatile, spesso presente insieme al precedente.
- Dimethiconol: variante a catena più lunga, con effetto filmogeno più marcato.
- Amodimethicone: silicone modificato, usato più spesso nei prodotti per capelli ma presente anche in alcune emulsioni viso.
La posizione dell’ingrediente nella lista INCI conta: più è vicino all’inizio, maggiore è la sua concentrazione nella formula. Le aziende non sono obbligate a indicare la percentuale esatta, quindi la posizione resta l’unico indizio disponibile. Un prefisso “cyclo” segnala quasi sempre un silicone volatile, destinato a evaporare, mentre nomi più lunghi come “dimethiconol” indicano molecole che restano più a lungo sulla pelle.
Quali siliconi evitare e come scegliere in base a pelle e valori personali
La scelta tra una crema con o senza siliconi dipende da due fattori: il tipo di pelle e le priorità personali, estetiche o ambientali.
- Chi ha pelle reattiva o allergie note a specifici componenti dovrebbe comunque fare attenzione a tutta la formula, non solo ai siliconi, e valutare un patch test prima dell’uso regolare.
- Chi privilegia scelte a basso impatto ambientale può orientarsi verso formule senza D4, D5 o D6, anticipando la direzione già indicata dalla normativa europea.
- Chi desidera un’azione funzionale più che estetica, come stimolazione del collagene o idratazione profonda, trova più valore in creme con attivi penetranti piuttosto che in formule puramente sensoriali.
- Chi cerca un effetto primer immediato o ha pelle secca che necessita di un finish levigante può ancora trovare utili i siliconi non volatili, a patto di alternarli con prodotti più attivi nella routine.
Un buon compromesso pratico è combinare un siero con principi attivi funzionali sotto una crema anti flacidez facial, qualunque sia la sua formulazione finale.
Alternative ai siliconi: ingredienti e cosa aspettarsi dalla texture
Le creme senza siliconi si affidano a categorie di ingredienti diverse per ottenere una sensorialità simile, anche se il risultato finale non è sempre identico.
- Gli esteri leggeri, come il caprylic/capric triglyceride, offrono scorrevolezza simile senza la sensazione filmogena tipica dei siliconi.
- Lo squalano, di origine vegetale, dona morbidezza e un finish non grasso, con buona affinità cutanea.
- I polisaccaridi filmogeni naturali creano una leggera coesione superficiale, utile per la tenuta del trucco.
- Gli esteri vegetali in generale permettono formulazioni più leggere, anche se spesso richiedono un mix di più ingredienti per replicare la scorrevolezza di un singolo silicone.
Chi passa da una crema siliconica a una formula naturale deve aspettarsi una texture meno “scivolosa” nei primi minuti di applicazione e, in alcuni casi, una compatibilità diversa con il trucco applicato sopra. Il consiglio pratico è cercare formulazioni che offrano un beneficio funzionale concreto, non solo un’imitazione della sensazione siliconica.
Perché scegliamo attivi naturali al posto dei siliconi
- Scegliamo ingredienti di qualità, come il veleno d’api, per le formulazioni viso.
- Le nostre creme viso al veleno d’api puntano su un’azione percepibile sulla pelle, non solo su un effetto tattile immediato.
- Il siero viso ringiovanente con acmella oleracea, acido ialuronico e collagene risponde a chi cerca un risultato oltre la sola sensorialità superficiale.
Chi desidera testare un’alternativa naturale alle creme con siliconi trova in questi prodotti un punto di partenza concreto. Chi vuole approfondire come verificare l’origine di ciò che compra può consultare la nostra pagina sulla tracciabilità degli ingredienti cosmetici.
Raccomandazione pratica: checklist prima di scegliere la crema viso
Prima di acquistare, chiediti tre cose: che tipo di pelle hai, se cerchi un risultato estetico immediato o un’azione funzionale più duratura, e se la formula contiene attivi oltre ai semplici agenti sensoriali. Nella routine, applica sempre il siero prima della crema, per lasciare che gli attivi penetrino senza interferenze. Fai un patch test su ogni nuovo prodotto, qualunque sia la sua composizione.
— Lunezia
Le nostre creme e sieri senza siliconi aggiunti
Le nostre formulazioni al veleno d’api puntano su ingredienti che lavorano in profondità, non solo sulla superficie della pelle. La crema al veleno d’api giorno antirughe unisce veleno d’api puro e cellule staminali di Gardenia per un effetto lifting naturale, mentre la versione notte favorisce un’azione rimpolpante ad assorbimento prolungato.
- Chi vuole iniziare con un investimento contenuto può provare il siero viso ringiovanente a 39,90 €, pensato come primo approccio al brand.
- Il Trattamento Intensivo a 139,90 € combina crema giorno, crema notte e siero con spedizione gratuita, per chi desidera una routine completa.
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Domande frequenti
I siliconi nelle creme sono dannosi per la pelle?
No, alle concentrazioni d’uso riportate i siliconi come il dimethicone non risultano dannosi per la pelle secondo le valutazioni dello SCCS su molecole come il D5. Le eccezioni riguardano principalmente le applicazioni in spray aerosol, dove il rischio inalatorio cambia la valutazione.
Quali sono i siliconi da evitare?
I siliconi ciclici D4, D5 e D6 sono quelli sotto osservazione per motivi ambientali, non per rischio dermico diretto. La normativa europea REACH 2024/1328 ne limiterà la commercializzazione sopra lo 0,1% a partire dal 6 giugno 2026, con deroghe per alcuni prodotti leave-on fino al 2027.
Cosa fa il dimethicone sulla pelle?
Il dimethicone forma un film sottile e traspirante sulla superficie cutanea, migliorando la scorrevolezza e la sensazione tattile della crema. Non blocca lo scambio gassoso della pelle, anche se può dare una percezione di occlusione al tatto.
I siliconi sono dannosi per l’ambiente?
La preoccupazione principale riguarda la persistenza e il potenziale di bioaccumulo di alcune molecole cicliche negli ecosistemi acquatici, motivo per cui la Commissione europea ha adottato restrizioni specifiche per D4, D5 e D6. Il rischio ambientale è distinto dalla sicurezza d’uso dermico, che resta regolata separatamente.







