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Recensioni false a 5 stelle

Recensioni false: la grande bufala dello shopping online

Recensioni false. Un prodotto che ci interessa e online colleziona sfilze di ottime recensioni non si può non comprare, ma i dolori iniziano quando dentro il pacco ciò che luccica oro non è.

Quello delle cosiddette “recensioni falseè divenuto un business concreto in un mercato – quello dell’e-commerce – in grado di far vedere le stelle. Anzi, in questo determinato caso le stelle le troviamo dappertutto e nei giudizi che sedicenti acquirenti inseriscono nell’atto di lodare il prodotto acquistato… o addirittura preso gratis. 

Molti portali dello shopping online hanno adottato da tempo questa peculiare strategia, un meccanismo assai fraudolento nel quale il venditore disonesto si avvale di altrettanto disonesti compratori, che farebbero davvero di tutto pur di ottenere l’oggetto desiderato senza scucire un soldo. O comunque usufruendo di uno scontone esagerato. 

Un do ut des che funziona risucchiando nel proprio vortice vizioso sempre più adepti, per i quali prestare i propri ruffiani servigi si è trasformato da occasione esclusiva ad abitudine mooooolto opinabile!

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Recensioni false, come funziona

La questione era già nota ma le Iene di Mediaset Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli hanno voluto ogni modo metterci lo zampino indagando fra le maglie del labirintico truschino orchestrato dai venditori online. Per chi non avesse visto il servizio andato in onda a inizio giugno 2020, una spiegazione articolata del fenomeno aprirà certamente gli occhi; per chi sa già di cosa si parla, una ripassatina risulterà utile.

Partiamo dall’assunto che di fronte alla promessa di un regalo, tanti, troppi sarebbero disposti a fare quasi di tutto, figuriamoci elargire un “giudizio comandato”, perfetto e senza macchia. Lo sa bene chi ha messo in piedi l’intero sistema, il trappolone delle recensioni a 5 stelle, contando sul fatto che la scelta di questo o quel prodotto viene in larga parte dettata dalle recensioni, appunto, presenti a margine o in cima alla scheda prodotto. 

Amazon, il grande mercante digitale, si è di colpo ritrovato questa bella gatta da pelare in gestione, ma correre dietro una miccia accesa nella speranza di spegnerne la fiammella è impresa ardua persino per il colosso di Jeff Bezos.

Vendere su una piattaforma globale e a globale raggio significa trovare una posizione visibile all’interno di una vetrina affollatissima, ma farsi spazio presuppone adottare strategie funzionali allo scopo, quindi compilare schede con titolo esaustivo, testo completo e articolato in sufficienti bullet points, descrizione e keywords tattiche.

Questo è soltanto l’inizio. A contribuire sensibilmente al miglior piazzamento in vetrina pensano anche e soprattutto le recensioni di chi quel prodotto lo ha già comprato. Non una, non due e nemmeno tre o quattro: i giudizi devono essere rigorosamente a 5 stelle, incensatorie quanto basta, almeno finché non si ode un violino suonare. 

Questo pretende chi vende, essendo persino disposto a “comprare recensioni false”. Come? Naturalmente con la corruzione materiale, il famigerato “do ut des”, ovvero “io do a te ma tu dai a me”.

Un gioco del genere non risulta affatto smascherabile facilmente. Calcolare la genuinità e la sincerità di una recensione sarebbe come intuire ma non avere la certezza assoluta che uno menta. Ci si accorge dell’autenticità del commento soltanto a cose fatte, ovverosia quando ci viene recapitato il pacco… contropacco e contropaccotto (cit. titolo del film diretto nel 1993 da Nanni Loy). Amazon ha dichiarato proibite di fatto le false recensioni, cosicché la partita dei furbetti si continua a giocare su canali collaterali, principalmente Telegram.

Programmi di scrocco, scrocconi e affini

Fuori da Amazon ma… dentro Amazon. Ossimoro all’apparenza, escamotage di fatto. Programmi affiliati a questa logica dello scrocco riportano disclaimer spudorati come questo: “Qui puoi ricevere prodotti Amazon gratuitamente in cambio di recensioni false a 5 stelle”. 

Migliaia di iscritti fanno a gara per accaparrarsi qualunque cosa, rispettando precisi passaggi per acquisto e pronto rimborso, compresa l’attesa di qualche giorno prima di scrivere la recensione, tanto da riuscire a eludere i controlli automatici di Amazon. Intanto lo stesso colosso subisce danni enormi in termini di fiducia del cliente, che compra fidandosi delle belle stelline per poi andare incontro a cocenti delusioni. 

Esiste inoltre un serio rischio legato alla salute: valutare ottimamente un prodotto che si rivela essere dannoso ha del criminale. In tutto ciò, molti dei prodotti ricevuti a casa vengono semplicemente accumulati in maniera compulsiva ma mai effettivamente testati. E allora – ci si chiede – su cosa si basa la recensione?

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Tester di carta igienica: un caso paradossale

Fino a poco tempo fa un sito dalla dubbia moralità dava la possibilità di “fare carriera” come acchiappatutto di lusso semplicemente testando varie marche di carta igienica, con conseguente sfilza di recensioni false e commenti dalle più sfaccettate sfumature. Un’ottima occasione per regalarsi una buona scorta di prodotto ricoprendo un ruolo da poter inscrivere nel proprio curriculum vitae: tester di carta igienica. Un caso paradossale eppure emblematico.

I migliori recensori? Noi stessi

L’intero concerto di malsane furberie in continuo atto, le conseguenti fregature e la miseria umana che gravità intorno all’accattonaggio digitale partoriscono un chiaro messaggio: i migliori recensori di prodotto e i detentori unici della massima fiducia siamo solo e sempre noi che acquistiamo e testiamo sulla nostra pelle assumendoci così la piena responsabilità dell’acquisto.

Nella cosmetica questo discorso vale due volte. Non è possibile basarsi su recensioni a 5 stelle quando si parla di creme viso, detergenti e tonici, struccanti. Parere, soddisfazione e gradimento appartengono alla sfera soggettiva. L’autorevolezza non sta in chi consiglia, sta in chi vende.

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