Profumo alla mirra: scopri questa fragranza magica
Oggi scopriamo insieme la storia del profumo alla mirra, ovvero la storia di essenze orientali calde con cui spesso le persone meditano e si rilassano. Scopriremo come dalle pregiate lacrime di un arbusto spinoso nascano le migliori fragranze del mondo, che inebriano mente, cuore e sensi.
Si dice che il profumo alla mirra sia capace di purificare l’animo e rendere quieta la mente.
Profumo alla mirra per purificare lo spirito
Sin dalla notte dei tempi, questa materia prima viene utilizzata per costruire un ponte tra cielo e terra. È stata utilizzata come rimedio medicinale e durante cerimonie e riti sacri. Un elemento consacrato come dono sommo per molte civiltà e religioni.
Oggi scopriremo come questa resina profumata sia entrata nella mente di tutti coloro che cercano Dio o l’illuminazione tramite il loro olfatto. Un’offerta biblica che tutt’oggi viene utilizzata per pregare o per meditare.

Un profumo destinato a chi ama il lusso
Il profumo alla mirra è un’essenza destinata a chiama il lusso e lo sfarzo. Sono fragranze dalle composizioni originali, che spesso di mischiano a note di mandarino o verde mela, o ancora a sapori più forti come la noce moscata o i semi di carota; uno dei nostri profumi preferiti è Acqua Di Parma Colonia Mirra.
Tra i più famosi profumi con miscela alla mirra troviamo Armani Code Absolu, che mischia il mistico odore della mirra ad elementi come il rum, la vaniglia e la scia di fava tonka, o ancora il Myrrh & Tonka Cologne Intense, Jo Malone che rilascia note cariche di mandorla e vaniglia.
Sentore ambrato… che piace a tutti!
Il primo pregio del profumo alla mirra è che si tratta di un profumo unisex che piace veramente a tutti. Una fragranza ambrata e orientale che racconta la storia dell’incenso. Che profumo ha la mirra? Un profumo caldo, speziato e dolce, un aroma particolare dal sentore orientale
Le essenze a base di questa celebre resina prodotta da un arbusto spinoso che può crescere in condizioni davvero disagiate sono essenze che ricordano i tempi antichi e donano sensualità ed eleganza chi le indossa.

Forse non a caso la mirra è stata definita l’oro blu delle resine naturali. Una materia prima preziosa che simboleggia il legame tra cielo e terra, in una contemplazione olfattiva che una volta era rivolta solo ai reali o a chi aveva accesso alla parola di Dio.
Il termine nasce dal greco Myron, ovvero “unguento”, che unito al termine semitico Mrr (“amaro”) racconta di che pasta è fatto questo ingrediente: una gommaresina che si mostra in forma di lacrima o di goccia dalla corteccia del suo arbusto spinoso.
La leggenda di Myrrha e Cinyras
Nel raccontarvi cos’è il profumo alla mirra non possiamo non citarvi la leggenda di Myrrah e Cinyras, re di Cipro.
Il sovrano si innamorò di sua figlia e quando si accorse dei sentimenti che provava per lei decise di sacrificarla agli Dei per non abusarne. Gli dei ebbero pietà della ragazza e invece di ucciderla la trasformarono nell’albero della mirra da cui poi nacque Adonis (ovvero Adone, l’uomo più bello che sia stato mai visto sulla terra da una Dea).
Alcuni pensano che la sacralità della mirra e della sua essenza pregiata provengono proprio da questa leggenda. Infatti, bruciare la mirra come offerta religiosa significa onorare Dio e/o le divinità.
Da cosa nasce il profumo alla mirra?
Dove cresce la mirra? Abbiamo visto che il profumo alla mirra viene creato con questo ingrediente che nasce dalle lacrime dell’arbusto Commiphora Myrrha, una pianta nativa della Somalia, dell’Eritrea, dell’Abissinia e dello Yemen.
Ma come nasce l’essenza in sé e perse? La mirra grezza si presenta come una resina pastosa dal colore giallastro scuro o bruno rossastro. Le sue gocce di solito sono ricoperte da una polvere più chiara, anche essa giallastra, che ha un profumo intenso, ricco, caldo e balsamico.
Estraendo da questa resina un olio vischioso nasce la materia prima per creare le essenze ambrate e dolciastre, leggermente speziate e aromatiche, tipiche del profumo alla mirra.
Se la materia prima in questione è una resina dal colore bruno rossastro, l’olio essenziale che ne fuori uscirà avrà carattere legnoso, liquoroso è amaro. Qualunque sia la risultante, il suo valore olfattivo è di altissima qualità e per questo molto pregiato.

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