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Trattamento dell’artrite reumatoide con il veleno d’api

L’artrite reumatoide può essere trattata efficacemente con l’ausilio prezioso del veleno d’api. Un sollievo per tutti quei soggetti che soffrono di questa patologia spesso sottovalutata e di cui molti punti vanno chiariti per correggere le informazioni a riguardo. È infatti un radicato luogo comune pensare che l’artrite reumatoide interessi unicamente le articolazioni. Certo, sappiamo che si tratta di uninfiammazione cronica di ossa, tendini, arterie e cartilagini, eppure esiste un altro aspetto ch’è motivo di ansia e preoccupazione, ovvero la sua capacità di estendersi ad altri organi come gli occhi e la pelle.

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Artrite reumatoide: fattori, sintomi e manifestazioni

Una prima osservazione sulla malattia riguarda le aree del corpo che principalmente colpisce, e cioè mani e piedi. Partendo dalla capsula articolare, l’artrite si estende infiammando l’intera parte e provocando dunque un dolore tale da limitarne notevolmente la funzionalità

La simmetria d’azione è il dato che sconcerta maggiormente: sintomi e manifestazioni sulla mano sinistra si avvertono quasi nello stesso momento sulla mano destra, idem per piedi, ginocchia e tutte le altre zone.

Il dolore si accompagna al gonfiore e a uno sgradevole senso di rigidità. Arrivano poi i piccoli noduli che si formano sotto la pelle e, a lungo andare, le articolazioni si disallineano generando deformazioni delle dita. In genere, l’artrite reumatoide inizia a manifestarsi intorno ai 50 anni sebbene gli effetti maggiori si vedano in età decisamente più tarda.

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Fattori d’insorgenza dell’artrite reumatoide e dinamica della malattia

Purtroppo, nonostante i diversi studi e le ricerche correlate, le cause dell’artrite reumatoide permangono ignote. S’imputa la sua insorgenza a fattori ereditari, con un rischio più accentuato per i fumatori. 

A prescindere dall’intensità del dolore e degli effetti, è consigliato perseverare con l’attività fisica associando una terapia pagliativa a base di antidolorifici, in quanto non esiste attualmente una vera e propria cura.

Veleno d’api: l’efficacia di un rimedio naturale

A parlare sono i risultati di alcuni studi scientifici, che dimostrano utilità ed efficacia del veleno d’api nel contrasto all’artrite reumatoide, o meglio ai suoi sintomi. Analisi e test clinici sono stati condotti nel tempo da ricercatori mondiali, verificando quanto un rimedio naturale come il “diamante dell’alveare” possa effettivamente interagire con la patologia artritica.

In Corea si è proceduto a una somministrazione con agopuntura, dalla quale si sono evinti effetti analgesici e antinfiammatori. Dal punto di vista metodologico e procedurale, tuttavia, emergono difetti e imperfezioni che impediscono la formulazione di una tesi certa e affidabile. La casistica appare ancora piuttosto precaria, con campioni e incidenza che differiscono in maniera non sistematica.

Fra i tanti studi clinici, uno ha enfatizzato l’effetto antinfiammatorio con relativa riduzione di gonfiore tissutale nei ratti. Si precisa allora che la sperimentazione correlata all’artrite avviene per ora esclusivamente negli esemplari animali, tappa obbligata per procedere alla somministrazione nell’uomo. Altri studi, invece, sono già imperniati sulla prova su soggetti particolarmente sofferenti, anziani specialmente.

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Il veleno d’api: un potente antidolorifico

Esistono più di 40 componenti del veleno d’api utili contro dolore e infiammazione. Lo afferma la Georgetown University, che sostiene la superiorità di efficacia della melittina sul cortisone. Adolapina e altri ingredienti concorrono affinché il corpo venga agevolato nella graduale guarigione

Negli Stati Uniti sta prendendo piede la convinzione medica secondo cui la terapia al veleno d’api riduce sensibilmente le condizioni legate all’artrite. Una paziente anziana è ricorsa a iniezioni di veleno d’api nella settimana post-operatoria conseguente alla sostituzione dell’anca. Ebbene, a dolore svanito si è passati a ridurre drasticamente la somministrazione fino a prevedere una sola iniezione in 21 giorni. Un campione di pazienti ha mostrato un miglioramento significativo dopo 12 iniezioni.

Christopher Kim, direttore medico del Monmouth Pain Institute di Red Bank, NJ, ritiene in conclusione che l’apiterapia, peraltro praticata da migliaia di anni, sia efficace, innocua e priva di gravi effetti collaterali.

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