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Melata di bosco

Quando si parla di miele di melata di bosco, gli apicoltori sanno molto bene cosa si intende, meno i neofiti che tendono a fare confusione: andiamo alla scoperta di un’autentica ricchezza della natura.

C’è il miele di castagno, il miele d’acacia, il miele di tiglio e il millefiori, ma il miele di melata ha un proprio speciale proscenio, nondimeno un dietro le quinte davvero particolare. Vi sarete certamente chiesti cos’è la melata. Beh, non basta l’etimologia per saperlo, tanto che con le mele – ad esempio –  non ha nulla a che fare. Inoltre, rimarrete stupefatti nell’apprendere che si tratta di una materia di scarto, preziosissima per le nostre amiche api e il loro ciclo vitale. Veniamo ora al punto.

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Cos’è la melata

Nello specifico, coincide con una sostanza zuccherina che viene secreta da piccoli insetti – afidi in particolar modo, come la Metcalfa pruinosa – abituati a nutrirsi della linfa di abeti rossi, pini, querce, aceri e tigli. Mangiandone enormi quantità, devono poi procedere a eliminare acqua e zuccheri eccedenti. Ecco perché in sede di introduzione abbiamo considerato la melata come un prodotto di scarto.

In realtà non lo è nel vero senso della parola. La melata di bosco risulta ricchissima di sostanze, in prevalenza sali minerali, di cui le api si sostentano divenendone satolle.

Che miele è la melata? Principali caratteristiche

Sono le api stesse a introdurla nell’alveare trasformandola in miele. La sofisticata genesi della melata di bosco sta tutta qui, in una sinergia tradotta nel concetto di “natura che si ciba di natura”, assecondando una circolarità cui partecipano esseri animali e flora. 

Di colore declinante dal marrone scuro al nero, di consistenza viscosa, dolce e dal gusto riconducibile al caramello, il miele di melata – sul mercato altresì denominato “miele di bosco” o “miele di melata di bosco” – contiene apprezzabili quantità di magnesio, calcio, sodio, potassio e, in summa, manganese, rame, ferro e cromo. Un concilio di oligoelementi si sposa con vitamine e amminoacidi essenziali.

Le proprietà benefiche della melata

Alla luce di quanto detto finora, la melata di bosco rappresenta un alimento che ha un effetto dirompente sul nostro organismo, rivelandosi fondamentale per l’alimentazione soprattutto in ottica antisettica, antibatterica e antiossidante

La sua azione si dimostra preventiva nei confronti di patologie respiratorie, raffreddore, tosse e mal di gola perlopiù, intervenendo anche da scudo contro i fattori causanti l’invecchiamento cellulare.

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Un integratore per gli sportivi

È necessario porre l’accento su una prerogativa precisa della melata di bosco: si ritiene a ragione che sia un’opulenta fonte di energia per gli atleti che praticano sport impegnativi e non solo. Di norma si ricorre all’acqua o a integratori specifici per sopperire a una carenza di sali minerali, ma è di gran lunga consigliato il magico prodotto dell’alveare, un formidabile integratore per gli sportivi e un alleato del cervello poiché stimola memoria e concentrazione.

Agisce nondimeno sull’intestino possedendo una potente carica di batteri probiotici. Va da sé che, come il caviale e altri alimenti preziosi, la melata di bosco non deve essere sottoposto a manipolazione di tipo industriale: solo nel suo status grezzo può assicurare valori nutrizionali e benefici. Occhio dunque sempre alla provenienza.

La melata di bosco biologica di Lunezia

Non esiste luogo di origine migliore di quello afferente la melata di bosco biologica di Lunezia, un miele di qualità garantita (certificata Bioagricert) in virtù della produzione lontana da fonti inquinanti, al confine fra la Toscana e la Liguria, laddove si è equidistanti dal mare e dalla montagna.

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Consigli di degustazione in base all’odore e al sapore

Un raffinato degustatore di miele attribuirebbe alla melata di bosco un colore e un consistenza tipici della resina liquida, individuando nella sua dolcezza delle note persino aspre in relazione a un aroma caldo e persistente, fruttato e orzato, con impercettibili sentori di legno, liquirizia, carruba e spezie.

Si consiglia allora di abbinarla al pane tostato o ai plumcakes durante il pasto che inaugura la giornata, la colazione, meglio se nel latte caldo sebbene sia appropriata parimenti su té, tisane e infusi. Ideale per le preparazioni in agrodolce, che si tratti di carni o verdure.

Per un corretto apporto nutritivo, si consiglia di consumare ca. 30 g di miele ogni giorno.

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